Care socie, cari soci,
quando mi capita di scrivere queste righe per la nostra newsletter, cerco sempre di trovare un filo che tenga insieme le tante notizie che stiamo per raccontarvi. Questa volta il filo, credo, è più semplice da individuare del solito: è la parola comunità, intesa nel senso più ampio che questo termine può avere — una comunità che cresce, che si allarga, che comincia persino a superare i confini nazionali.
Voglio partire da una lettera che ci ha colpito profondamente, e che troverete raccontata in questo numero. Un cittadino francese di Marsiglia, delegato territoriale dell’AFDIAG per il dipartimento del Vaucluse, ci ha scritto per raccontarci come, viaggiando in Italia – a Torino, Roma, Napoli, Firenze, Genova – abbia trovato nei ristoranti, nelle gelaterie, nelle pizzerie che aderiscono al nostro programma Alimentazione Fuori Casa un livello di accoglienza e di competenza che lo ha sinceramente colpito. Al punto da chiederci di diventare socio di AIC Liguria, pur vivendo a centinaia di chilometri da qui, e di aprire con noi un dialogo stabile tra le nostre due associazioni. Vi confesso che leggere queste parole mi ha reso orgoglioso, ma soprattutto mi ha ricordato una cosa importante: il lavoro quotidiano che facciamo – formare un ristoratore, verificare un locale, rispondere a una domanda al telefono, organizzare un corso – non resta mai dentro i confini della nostra regione. Costruisce, passo dopo passo, un modello che altri Paesi guardano con interesse. Questo è merito di ogni singolo socio, di ogni volontario, di ogni ristoratore che ha scelto di formarsi con noi: è il vostro lavoro, prima ancora che il nostro.
Una rete che continua a crescere, non per caso ma per metodo
Questa fiducia che arriva da fuori regione – e ora anche da fuori confine – non nasce dal nulla. Nasce da un metodo che portiamo avanti con costanza: la formazione. Il 28 settembre a Savona, in collaborazione con Regione Liguria e Università degli Studi di Genova, abbiamo organizzato un nuovo corso gratuito del Progetto Formativo Regionale sulla Celiachia, rivolto a titolari, cuochi e responsabili di sala dei pubblici esercizi. È esattamente questo lavoro capillare, corso dopo corso, che ci permette oggi di accogliere nel network AFC tredici nuove strutture, da Diano Marina alla Spezia, passando per Celle Ligure, Alassio, Sestri Levante, Sarzana: bagni marini, pizzerie, ristoranti, caffetterie che scelgono di offrire un servizio senza glutine sicuro e competente. Ogni nuova insegna che entra in questa rete è una porta in più che si apre per chi convive ogni giorno con la celiachia, ed è anche – come ci scriveva il nostro amico francese – un tassello che rafforza l’immagine dell’Italia, e della Liguria in particolare, come territorio accogliente.
Il lato clinico non è mai secondario
Ma la nostra missione non si esaurisce nella sala di un ristorante. Il 28 ottobre, a Genova, organizzeremo un evento formativo ECM dedicato ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera Scelta, sugli aggiornamenti clinici e organizzativi del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale regionale per la celiachia. È un impegno che finanziamo interamente con i fondi del 5×1000 che voi, e tante altre persone, ci destinate ogni anno: un modo concreto per dirvi che ogni euro che ci affidate torna al territorio sotto forma di competenza medica aggiornata; quindi, di diagnosi più tempestive e di un percorso di cura più solido per chi convive con questa condizione.
Non solo formazione: anche convivialità e sostegno quotidiano
Accanto a questi impegni più “istituzionali”, non dimentichiamo mai la parte più calda della vita associativa. Il 21 novembre, alla scuola di cucina Chef per Caso a Genova, organizziamo due corsi pratici sulla cucina senza glutine – uno dedicato ai doni natalizi, l’altro, pensato apposta per i nuovi iscritti, alle basi degli impasti senza glutine. E restano sempre attivi, per chi ne ha bisogno, i nostri servizi di consulenza dietetica e psicologica: perché sappiamo bene che la celiachia non è solo una questione di lista di alimenti concessi o vietati, ma tocca il benessere delle persone nella sua interezza, e vogliamo che i nostri soci trovino in AIC Liguria un punto di riferimento su entrambi i fronti.
Uno sguardo avanti
Chiudo questo editoriale con un pensiero che nasce proprio dalla lettera con cui ho iniziato. Se un cittadino francese, dall’altra parte del confine, guarda al nostro lavoro come a un modello da studiare e da cui imparare, è perché in questi anni abbiamo scelto di lavorare con serietà, con metodo, senza mai accontentarci. Continueremo su questa strada: più formazione, più locali sicuri, più medici aggiornati, più momenti di incontro reale tra di noi. E, chissà, magari nei prossimi mesi vedremo nascere anche i primi frutti concreti di questo dialogo con l’associazione francese: un ponte tra le nostre due comunità che, se costruito bene, potrà arricchire entrambe.
Come sempre, questa associazione siete voi. Se avete idee, proposte, suggerimenti scrivetemi pure direttamente a presidente@aicliguria.it. Vi leggo sempre con piacere ed attenzione.
Restate sempre vicini all’Associazione!
Con affetto e riconoscenza.