Editoriale del Presidente

francesco-caso

Cara socia/o

Come sarebbe la vita del celiaco se Aic non fosse mai esistita?

A questo interrogativo ha brillantemente risposto la nostra Presidente nazionale Rossella Valmarana, in una interessante intervista che trovi riportata all’interno di questa newsletter e che mi piace riassumere seccamente in tre parole: molto meno agevole, molto meno agevole di oggi.

E guarda che non lo dico per autocompiacimento. Tutt’altro: ritengo infatti che ci sia ancora molto da fare e per questo continuo a spendermi senza risparmiami a favore del miglioramento della qualità della vista dei celiaci e anche per far emergere l’iceberg dei tanti celiaci che non sono stati, ad oggi, ancora diagnosticati.

Ma in questa epoca dell’apparire, del lavorare e poi promuovere subito il lavoro fatto, chi come noi che non era avvezzo a questo nuovo modello comunicativo, appare come qualcuno che lavora oscuramente e del cui lavoro non si trova praticamente traccia. Chiariamo subito: non mi riferisco a Te che leggi e che probabilmente sei iscritto da moltissimi anni ad Aic.

Ma chi si è avvicinato a noi da poco non sa, per esempio, che la legge n.123/2005 l’abbiamo scritta noi di Aic assieme al Ministero della Salute. In questa legge, che quest’anno compie 20 anni, ci sono i capisaldi dell’assistenza ai celiaci in Italia: il diritto ai pasti senza glutine nelle strutture pubbliche, la formazione dei ristoratori e albergatori, i buoni per l’acquisto dei prodotti, la relazione annuale al parlamento, etc.

Questa è solo una parte delle nostre attività, cui si aggiunge la costante formazione dei ristoratori, il supporto alla classe medica, l’organizzazione di eventi scientifici, il finanziamento della ricerca, la formazione nelle scuole, etc. Quando qualcuno Ti dovesse mai chiedere: perché iscriversi o sostenere Aic, anche col 5×1000, sono queste le cose che puoi rispondere, senza temere smentita!

E oggi, nell’anno in cui la legge compie 20 anni, c’è purtroppo ancora molto da fare sia per i celiaci, sia per l’emersione delle diagnosi. C’è bisogno dell’impegno di tutti, di risorse, di volontari. C’è ancora tanto da fare, sia che tu voglia contribuire come volontario attivo, o sostenerci finanziariamente per consentirci di avviare nuove progettualità. Ti chiedo quindi di scrivermi (presidente@aicliguria.it) per sostenerci come meglio riterrai opportuno.

Grazie!

Francesco Caso